Sassoferrato - Marche Region - Italy
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Raccolta Perottiana

Sassoferrato, viaggio in una storia senza tempo.

Questa collezione, al piano terra di Palazzo dei Priori, deve il suo nome all’insigne letterato ed umanista Sassoferratese, Niccolò Perotti (1430-1480) che durante i suoi numerosi viaggi in Germania e in Oriente al seguito del Cardinal Bessarione, riunì un numero importante di reliquiari. Bessarione li donò alla città nel 1473 e venne rubata nel 1800; dopo il ritrovamento rimase nella cassaforte comunale fino al 1921, quando gli oggetti vennero esposti.
La raccolta ospita una preziosa opera d’arte bizantina del XIV secolo, l’Icona di San Demetrio. Quest’opera d’arte è un mosaico su supporto ligneo rivestito in lamina d’argento sbalzato e dorato. Il grande valore di questa icona musiva portatile è rappresentato dalla sua rarità, in particolare per la tecnica di realizzazione, completamente diversa da quella dei mosaici parietali o delle icone musive di grandi dimensioni. Si tratta di opere realizzate su un supporto ligneo, con bordi leggermente rialzati, sul quale veniva steso prima uno strato di cera e resina e successivamente applicate le minute tessere costituite da rame, piombo, pietre semipreziose colorate e marmi. Considerando che la grandezza delle tessere non supera la testa di uno spillo, a differenza delle altre la costruzione di queste icone portatili richiedeva grande abilità e precisione, rendendo così di fatto limitata la loro produzione. Il reliquario contiene nella parte alta una piccola ampolla in piombo nella quale fu trasportato il “santo balsamo” che sgorgava dalla tomba del Santo.

Oltre all’icona troviamo:
– un reliquiario a cassetta, in legno dipinto, ascrivibile ad una bottega d’influenza bizantina del XV Secolo. Al suo interno si trovano sei scomparti per le reliquie. Quindi, un reliquiario a ostensorio, così chiamato perché contiene nella parte alta una piccola ampolla di cristallo in cui veniva custodita la reliquia;
– dieci cofanetti, sempre con funzione di reliquiari, a forma di forziere con coperchio curvilineo, rivestiti in cuoio a fiorami impressi in oro e argento con listati in bronzo dorato, dotati di serratura e chiave;
– un cofanetto reliquiario a forma rettangolare, ricoperto in carta dipinta;
– un altro cofanetto reliquiario in argento sbalzato e cesellato;
– un reliquiario a dittico in avorio a due sportelli, di scuola francese del XIV Sec., con inseriti nella struttura in legno dorato sei ricettacoli per altrettanti cartigli. Le lastrine in avorio, lavorate a bassorilievo, raffigurano quattro soggetti sacri;
– quattro reliquiari a capsula, la cui realizzazione è attribuibile alla cultura figurativa della Germania meridionale, e un gruppo di opere costituite da una custodia circolare per “Agnus Dei”.
– un altro gruppo di opere, la cui origine appare vicina a quella dei reliquiari a capsula, tra cui due croci reliquiarie pettorali, di cui una in argento con il bordo esterno decorato da grani di corallo e l’altra in argento dorato e la croce reliquiario professionale in legno dorato databile intorno alla seconda metà del XV Secolo.